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Agevolazioni per smaltire l'eternit

Rimuovere una copertura in eternit costa, e la domanda che arriva subito dopo il preventivo è sempre la stessa: quanto me ne torna indietro? La risposta dipende da chi sei — privato o impresa — e da cosa fai insieme alla bonifica.

Le misure cambiano nome e regole con una certa frequenza, quindi qui trovi come sono organizzati i canali, non un elenco di percentuali destinato a invecchiare in sei mesi.

I quattro canali, e a chi servono

1. Detrazioni edilizie, per i privati

La rimozione dell’amianto rientra fra gli interventi di manutenzione straordinaria e, quando è accompagnata dal rifacimento della copertura, nelle ristrutturazioni. La detrazione si recupera in dichiarazione, ripartita su più anni. Serve pagamento tracciabile e fattura di impresa autorizzata: sono le due condizioni che, se saltate, fanno perdere il beneficio a lavoro già fatto.

2. Efficientamento energetico

Se al posto delle lastre si posa una copertura coibentata, l’intervento può rientrare fra quelli di riqualificazione energetica, con aliquote e massimali propri. È il motivo per cui conviene decidere fin dall’inizio che tipo di pacchetto mettere: la scelta del materiale cambia il canale a cui si accede.

3. Bandi a fondo perduto, per le imprese

Qui non si parla di detrazione ma di contributo che non si restituisce. Il principale è il bando ISI dell’INAIL, che ha un asse dedicato all’amianto: come funziona, tempi e documentazione li abbiamo spiegati in questa guida al bando INAIL. Per i capannoni esistono inoltre contributi a fondo perduto dedicati.

4. Amianto più fotovoltaico

Le misure che premiano chi toglie l’eternit e installa un impianto hanno avuto forme diverse negli anni, ma due condizioni ricorrono sempre: la rimozione dev’essere totale e la superficie dell’impianto non deve eccedere quella bonificata. Il ragionamento completo sta in sostituire l’amianto con il fotovoltaico.

Le tre cose che fanno perdere l’agevolazione

Sono quasi sempre le stesse, e non dipendono da quale misura si usa:

  • Impresa non autorizzata. La bonifica dev’essere eseguita da un’impresa iscritta all’Albo nazionale gestori ambientali. Una fattura di chi non lo è non vale, per nessun canale.
  • Documentazione dello smaltimento assente. Piano di lavoro, formulari di trasporto e conferimento in discarica autorizzata non servono solo all’ASL: sono ciò che dimostra che l’amianto è finito dove doveva finire.
  • Voci di spesa mescolate. Bonifica e nuova copertura seguono canali diversi. Se in fattura sono un unico importo indistinto, districarle dopo è difficile. Vanno tenute separate fin dal preventivo.

Un ordine che conviene

Prima il sopralluogo e il preventivo, poi la verifica di quali misure sono aperte in quel momento, poi la pratica, e solo alla fine il cantiere. Farlo al contrario — cantiere prima, agevolazione cercata dopo — è il modo più comune di scoprire che mancava un documento che nessuno poteva più produrre.

Manarin Coperture prepara la parte tecnica di queste pratiche insieme al preventivo, con le voci già separate come serve alla rendicontazione, e si occupa della bonifica e rimozione amianto a Verona e nel Nord Italia. Sopralluogo e preventivo gratuiti: scrivici.