
Per un’impresa che ha un capannone con la copertura in eternit, il bando ISI dell’INAIL è il canale più consistente che esista: è un contributo a fondo perduto, quindi non si restituisce, e da anni ha un asse dedicato proprio alla rimozione dei materiali contenenti amianto.
Non è però un bonus che si applica in fattura: è un bando, con una domanda da presentare, una finestra temporale e una graduatoria. Chi arriva impreparato lo scopre il giorno in cui apre lo sportello.
Importi, percentuali e tetti cambiano da un’edizione all’altra: le condizioni valide sono sempre e solo quelle pubblicate sul portale INAIL per il bando in corso.
La procedura si articola in fasi distanziate nel tempo — compilazione della domanda, invio in una finestra dedicata, poi il completamento della documentazione — e la fase di invio è quella che decide tutto. Chi comincia a cercare un’impresa e a farsi fare un preventivo dopo l’apertura dello sportello, di norma, non ce la fa.
Il preventivo tecnico serve prima, perché è l’importo del progetto che determina il contributo richiesto. E il preventivo, per reggere, deve essere fatto su un sopralluogo vero: metri quadri effettivi, stato delle lastre, accessi, presenza o meno di coibentazioni sottostanti.
La domanda la presenta l’impresa, non il fornitore. Quello che serve dal nostro lato è la parte tecnica, e la prepariamo noi:
Capita, e non è la fine del discorso. L’INAIL non è l’unico canale: ci sono i bandi regionali e camerali che escono di anno in anno e, sul versante fiscale, le detrazioni e agevolazioni per la rimozione dell’amianto. Vale anche la pena ricordare che un preventivo già pronto si ripresenta all’edizione successiva con poche modifiche.
Manarin Coperture segue la bonifica e rimozione dell’amianto e il rifacimento delle coperture industriali con squadre proprie. Sopralluogo e preventivo sono gratuiti: se stai valutando di partecipare al prossimo bando, scrivici con anticipo sulla scadenza.