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Bando ISI INAIL per l'amianto: chi può partecipare, cosa finanzia e come si prepara la domanda

Per un’impresa che ha un capannone con la copertura in eternit, il bando ISI dell’INAIL è il canale più consistente che esista: è un contributo a fondo perduto, quindi non si restituisce, e da anni ha un asse dedicato proprio alla rimozione dei materiali contenenti amianto.

Non è però un bonus che si applica in fattura: è un bando, con una domanda da presentare, una finestra temporale e una graduatoria. Chi arriva impreparato lo scopre il giorno in cui apre lo sportello.

Come funziona, in sintesi

  • Chi può chiederlo: le imprese iscritte alla Camera di Commercio, comprese le ditte individuali.
  • Quanto copre: sull’asse amianto il contributo è calcolato sulle spese al netto dell’IVA e nelle ultime edizioni si è attestato al 65% delle spese ammissibili e documentate, con un tetto massimo per progetto approvato.
  • Cosa deve comprendere il progetto: rimozione, trasporto e smaltimento in discarica autorizzata. I lavori vanno affidati a imprese iscritte all’Albo nazionale gestori ambientali.
  • Le risorse: sono stanziate ogni anno e ripartite per regione e per asse, quindi la concorrenza dipende anche da dove si trova l’azienda.
  • Come si presenta: esclusivamente online, attraverso lo sportello informatico dell’INAIL, in più fasi successive.

Importi, percentuali e tetti cambiano da un’edizione all’altra: le condizioni valide sono sempre e solo quelle pubblicate sul portale INAIL per il bando in corso.

Il punto che fa perdere le domande: i tempi

La procedura si articola in fasi distanziate nel tempo — compilazione della domanda, invio in una finestra dedicata, poi il completamento della documentazione — e la fase di invio è quella che decide tutto. Chi comincia a cercare un’impresa e a farsi fare un preventivo dopo l’apertura dello sportello, di norma, non ce la fa.

Il preventivo tecnico serve prima, perché è l’importo del progetto che determina il contributo richiesto. E il preventivo, per reggere, deve essere fatto su un sopralluogo vero: metri quadri effettivi, stato delle lastre, accessi, presenza o meno di coibentazioni sottostanti.

Cosa prepariamo noi

La domanda la presenta l’impresa, non il fornitore. Quello che serve dal nostro lato è la parte tecnica, e la prepariamo noi:

  • il sopralluogo e il rilievo delle superfici;
  • il preventivo dettagliato, con le voci separate fra bonifica e nuova copertura, come richiede la rendicontazione;
  • la descrizione dell’intervento da allegare al progetto;
  • a lavori conclusi, il piano di lavoro, i formulari di trasporto e la documentazione di conferimento in discarica, che sono quello che si rendiconta.

Se la domanda non passa

Capita, e non è la fine del discorso. L’INAIL non è l’unico canale: ci sono i bandi regionali e camerali che escono di anno in anno e, sul versante fiscale, le detrazioni e agevolazioni per la rimozione dell’amianto. Vale anche la pena ricordare che un preventivo già pronto si ripresenta all’edizione successiva con poche modifiche.

Manarin Coperture segue la bonifica e rimozione dell’amianto e il rifacimento delle coperture industriali con squadre proprie. Sopralluogo e preventivo sono gratuiti: se stai valutando di partecipare al prossimo bando, scrivici con anticipo sulla scadenza.