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Togliere l'amianto e rifare il tetto: perché conviene un cantiere solo

Chi ha una copertura in eternit da bonificare quasi sempre si trova davanti due preventivi separati: uno per la rimozione dell’amianto, uno per il tetto nuovo. È il modo più naturale di ragionare, ed è anche il modo più caro.

Nella pratica i due lavori sono lo stesso lavoro, e separarli significa pagare due volte tutto ciò che non è né amianto né lamiera.

Quello che si paga due volte

Su un intervento in quota la voce «materiale» è solo una parte del conto. L’altra parte è tutto quello che serve per poterci lavorare:

  • Ponteggio e allestimento del cantiere, montaggio e smontaggio compresi.
  • Linee vita, parapetti e protezioni anticaduta, e il piano di sicurezza che li accompagna.
  • Mezzi di sollevamento: autogrù o piattaforma, con il loro nolo a giornata.
  • Il fermo dell’attività sotto la copertura, che per un capannone è spesso la voce più pesante di tutte e non compare in nessun preventivo.

Fare rimozione e rifacimento in due momenti diversi vuol dire allestire due volte, proteggere due volte, fermarsi due volte. Su una copertura industriale di media grandezza la differenza non è un dettaglio.

C’è anche un motivo tecnico, non solo di costo

Quando si toglie l’eternit, l’edificio resta scoperto. Se il tetto nuovo arriva mesi dopo, in mezzo ci va una copertura provvisoria che va comprata, posata e poi rimossa, e che nel frattempo deve reggere pioggia e vento. Ogni telo teso è un punto in cui l’acqua può entrare, e i danni che fa dentro — a merci, macchinari, controsoffitti — costano più del telo.

Con un cantiere unico invece si procede per porzioni: si smonta una campata, si posa subito il pacchetto nuovo, si passa alla successiva. L’edificio non resta mai aperto a fine giornata.

Come si svolge, passo per passo

  1. Sopralluogo: si verifica lo stato delle lastre, la struttura portante sotto, gli accessi e gli spazi di manovra.
  2. Piano di lavoro: si presenta all’organo di vigilanza competente almeno trenta giorni prima dell’avvio. Lo prepara l’impresa, non il committente.
  3. Allestimento: ponteggi, protezioni anticaduta, delimitazione dell’area, segnaletica.
  4. Incapsulamento preventivo: le lastre vengono trattate con resine prima di essere toccate, così le fibre restano bloccate durante lo smontaggio.
  5. Smontaggio: le lastre si tolgono intere, senza romperle, e si imballano subito.
  6. Conferimento: trasporto e smaltimento in discarica autorizzata, con formulario di identificazione del rifiuto.
  7. Posa del nuovo pacchetto: sulla stessa porzione appena liberata, prima di aprire la successiva.

Cosa mettere al posto dell’eternit

La scelta cambia a seconda dell’edificio e di cosa ci si fa dentro:

  • Pannello sandwich coibentato: due lamiere con un’anima isolante in poliuretano o lana di roccia. È la soluzione più frequente sui capannoni, perché risolve tenuta e isolamento in un pezzo solo e si posa in fretta.
  • Lamiera grecata, con coibentazione a parte, dove l’isolamento non è la priorità o dove serve contenere la spesa.
  • Coppi o tegole sugli edifici civili e su tutto ciò che ha vincoli di aspetto.

È anche il momento giusto per decidere se predisporre la copertura al fotovoltaico: farlo dopo significa rimettere mano a un tetto appena finito.

Quando invece conviene separare i due lavori

Non è sempre la scelta giusta, ed è onesto dirlo. Se la struttura portante ha bisogno di verifiche o interventi che richiedono tempi e progettazione propri, forzare tutto in un’unica finestra può allungare il fermo invece di accorciarlo. Lo stesso vale quando la copertura è talmente degradata da imporre una rimozione urgente, mentre la scelta del nuovo pacchetto può ancora aspettare. In questi casi si toglie subito l’amianto e si mette una copertura provvisoria studiata per durare, non improvvisata.

Gli incentivi

Rimozione e rifacimento seguono canali diversi: la bonifica dell’amianto rientra nei bandi dedicati, tra cui quelli INAIL per le imprese, mentre sul rifacimento e sull’efficientamento della copertura si ragiona con le detrazioni edilizie. Un preventivo unico non fa perdere nessuna delle due strade, purché le voci restino distinte e documentate: è il modo in cui le prepariamo.

Manarin Coperture esegue bonifica e rimozione amianto e rifacimento di coperture industriali con squadre proprie, quindi il coordinamento fra le due lavorazioni non passa da subappalti. Sopralluogo e preventivo sono gratuiti: scrivici e veniamo a misurare il tuo tetto.