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Tegole, lastre, pannelli e tettoie in eternit: come riconoscerli

Quando si parla di eternit si pensa al tetto del capannone. Ma il fibrocemento è stato usato per decenni in decine di manufatti diversi, e sono proprio quelli minori a essere dimenticati: la tettoia del posto auto, la canna fumaria, il serbatoio dell’acqua in soffitta, le fioriere.

Sono anche i più a rischio, perché nessuno li controlla e spesso stanno a portata di mano.

Come si riconosce il fibrocemento

Non esiste un modo certo a occhio, e chi te lo promette semplifica. Ci sono però indizi affidabili:

  • L’epoca. In Italia la produzione è stata vietata nel 1992, ma il materiale già in magazzino è stato posato ancora per qualche anno. Un manufatto in cemento ondulato anteriore alla metà degli anni Novanta va trattato come sospetto.
  • Il colore e la superficie. Grigio cemento che con gli anni diventa biancastro, superficie che si fa ruvida e sfarinante, muschio e licheni negli avvallamenti.
  • Lo spessore e il bordo. Le lastre in fibrocemento sono sottili rispetto alla loro rigidezza, e sul bordo rotto si intravedono fibre, non un impasto omogeneo.

L’unica certezza viene dall’analisi di laboratorio su un campione, che però va prelevato da chi sa come si fa: staccare un pezzo per portarlo ad analizzare è esattamente il gesto che libera fibre.

I manufatti che si incontrano più spesso

Lastre ondulate e onduline

Il classico tetto di capannoni, garage e depositi agricoli. È il manufatto più diffuso e quello che invecchia peggio, perché sta sempre esposto. Si sostituisce di norma con lamiera grecata o pannello sandwich coibentato.

Tegole e lastre piane

Meno note, ma esistono: tegole piane in fibrocemento usate su edifici civili, spesso scambiate per ardesia. Sui tetti abitativi si sostituiscono con coppi, tegole in laterizio o lastre metalliche a seconda dei vincoli.

Tettoie e pensiline

Posti auto, ricoveri attrezzi, pensiline d’ingresso. Piccole superfici, ma quasi sempre a due metri da terra, dove i frammenti finiscono a portata di persone e animali.

Canne fumarie

Il caso più insidioso, perché il materiale è sollecitato dal calore e dalla condensa acida dei fumi, e spesso il tubo è murato. Ne abbiamo parlato in dettaglio in questo approfondimento sulle canne fumarie in eternit.

Pannelli, serbatoi e fioriere

Pannelli di tamponamento, cassoni per l’acqua nei sottotetti, vasi e fioriere da giardino. Piccoli, dimenticati, e tutti soggetti alle stesse regole degli altri.

Il peso, che conta più di quanto sembri

Il costo dello smaltimento si calcola a peso, non a superficie, e le lastre in fibrocemento pesano molto più di quanto ci si aspetti guardandole. È il motivo per cui due preventivi sulla stessa metratura possono differire: uno ha stimato il peso, l’altro l’ha calcolato. Da questo dipende anche la verifica sulla struttura, perché togliendo il fibrocemento il tetto si alleggerisce parecchio.

Nessuno di questi si smonta da soli

Vale per la lastra del tetto come per la fioriera: il fibrocemento è un rifiuto pericoloso, la rimozione spetta a un’impresa autorizzata e il conferimento va documentato. Anche per un solo manufatto piccolo, la strada è quella: piano di lavoro, rimozione, formulario. Come si segnala un manufatto che sta andando in pezzi — anche se non è tuo — lo trovi in questa guida alla segnalazione.

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